I ricordi intrusivi dopo un evento traumatico possono essere ridotti giocando a Tetris

Un team Tetris-2di ricercatori ha dimostrato come persone che erano sopravvissute ad un incidente in moto sviluppassero meno sintomi post-traumatici se venivano esposti al gioco del Tetris in ospedale entro sei ore dall’accettazione. Oltre a giocare a Tetris, gli veniva richiesto di richiamare alla mente le memorie dell’incidente.

Lo studio è stato condotto al Karolinska Institutet in collaborazione con un team di ricercatori dell’Università di Oxford.

Uno dei sintomi del Disturbo da Stress Post Traumatico (PTSD) è la comparsa di ricordi intrusivi, “flashback”, in cui la persona rivive le immagini dell’evento traumatico come se stessero accadendo nel presente. Sebbene vi siano numerosi interventi basati sulla Terapia Cognitivo Comportamentale estremamente efficaci nel trattamento di questo tipo di sintomi, la ricerca si sta sforzando di trovare nuovi interventi che siano in grado di agire in modo preventivo.

Il gioco richiede uno sforzo visivo notevole e i ricercatori hanno voluto studiare se i movimenti oculari potessero agire sugli aspetti intrusivi delle memorie traumatiche impendendone la consolidazione nella memoria.

I 71 pazienti sono stati divisi in due gruppi. Il gruppo che ha ricevuto il trattamento aveva meno ricordi intrusivi.

Questo studio è pionieristico e richiede che il campione venga ampliato e che più variabili vengano controllate per poter generalizzare i risultati e mettere a punto protocolli efficaci. Tuttavia per ora sembra aprire nuove frontiere verso la prevenzione dell’insorgenza di sintomi post traumatici.

Fonte: http://www.neuropsychotherapist.com/post-traumatic-stress-symptoms-can-be-prevented-by-using-tetris/

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Esercizio fisico: quali effetti sulla salute mentale?

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Per molto tempo, e forse tutt’ora, l’esercizio fisico è stato considerato prevalentemente uno strumento per il controllo del peso: muoversi assumeva una valenza quasi negativa, vista come una punizione da infliggere al proprio corpo per gli sgarri fatti a tavola. L’esercizio fisico però va ben oltre il controllo della bilancia e andrebbe visto in chiave positiva come premio che diamo ai noi stessi, al nostro corpo e alla nostra mente.

L’esercizio fisico, infatti, è in grado di migliorare il nostro benessere psicologico. Anche gli operatori della salute mentale, quindi, dovrebbero conoscere meglio questo prezioso strumento terapeutico ed incorporarlo nella propria attività clinica.

Dopamina (DA), Noradrenalina (NE), e Serotonina (5-HT) sono i tre principali neurotrasmettitori modulati dall’esercizio fisico. Questi stessi neurotrasmettitori hanno un ruolo importante in molte condizioni di sofferenza mentale.

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Gli effetti dello stress sul cervello

In occasione della settimana mondiale del cervello continuiamo a dedicare uno spazio alla comprensione di questo affascinante organo.

Questo breve video spiega in modo molto semplice quali sono gli effetti dello stress prolungato sul nostro cervello.

Quello che ci accade intorno, e sopratutto il nostro modo soggettivo di reagire a quello che ci accade intorno, è in grado di  modificare il cervello sia dal punto di vista strutturale che funzionale.

Il cervello non è affatto quell’ organo statico e immodificabile che abbiamo in mente! Esso si adatta continuamente all’ambiente a cui lo esponiamo.

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Cambia modo di pensare e cambierai il cervello

Positive-Thinking.jpgPensare a qualcosa, qualsiasi cosa, causa il rilascio di neurotrasmetitori da parte del cervello: messaggeri chimici che permettono al cervello di comunicare con il resto del corpo o con altre parti del Sistema Nervoso.

Ogni pensiero quindi comporta dei cambiamenti neurochimici, alcuni dei quali sono solo temporanei, mentre altri più duraturi.

Potremmo dire che il nostro modo di pensare modella il nostro cervello.

Qualche esempio?

  • Quando siamo grati per qualcosa, e ne siamo coscienti, abbiamo un’impennata di neurostrasmettitori legati a Continua a leggere

La plasticità cerebrale: anche il cervello adulto può cambiare

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E’ possibile imparare delle attività nuove  durante l’età adulta? E’ possibile cimentarsi in sport, hobbies, mansioni che finora non abbiamo mai svolto?

Gli studi sulla plasticità cerebrale rispondono affermativamente a tale questione. Per molto tempo si è pensato che il nostro cervello fosse immutabile e rigido, ritenendo che l’ambiente e le esperienze esterne non potessero influenzare il funzionamento e la struttura delle cellule neuronali. Questa prospettiva eliminava dunque ogni possibilità di cambiamento e modificabilità del sistema nervoso nel corso dell’età adulta.  Intorno agli anni ’60, grazie all’utilizzo di nuove strumentazioni per lo studio dell’attività cerebrale, si è scoperto che “il cervello è un organo dinamico, modificabile, plastico sia da un punto di vista strutturale che funzionale” (Fabio, Romano 2010).

Si parla infatti di “neuroplasticità” ovvero la Continua a leggere

Ansia Sociale: la terapia Cognitivo-Comportamentale modifica il cervello

 

La Psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT) è in grado di normalizzare il cervello in pazienti con con ansia sociale.

La notizia è stata pubblicata recentemente dall’Università di Zurigo. Lo studio ha esaminato la struttura cerebrale di un gruppo di pazienti affetti da ansia sociale prima e dopo 10 settimane di intervento con CBT.

L’ansia sociale è quella forma di ansia che si attiva in riposta ad interazioni sociali ed è un problema che interessa almeno 1 persona su 10 nel corso della vita. 

In questi casi  la regolazione delle risposte d’ansia, da parte di alcune strutture cerebrali, appare deficitaria. Continua a leggere

I benefici della respirazione lenta

 

Respirare è alla base della vita umana, attraverso il respiro assorbiamo ossigeno ed espelliamo anidride carbonica. Nonostante questo meccanismo sia regolato da una serie di complicati processi fisiologici, respirare è un fenomeno naturale e implicito: non ci fermiamo a pensare che dobbiamo respirare!

Tuttavia attraverso l’esercizio è possibile prestare attenzione al modo in cui respiriamo e regolarne la frequenza, in modo tale che i respiri siano più lunghi e lenti. Ma che benefici apporta? vediamo insieme cosa ci dicono i più recenti studi:

Regolazione delle emozioni

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Alcune emozioni arrivano in modo talmente dirompente che Continua a leggere