Il “pensiero visivo” nell’autismo. La testimonianza di Temple Grandin

temple-grandin_xlAlcune scene del film  “Temple Grandin, una donna straordinaria” mostrano la centralità del “pensiero visivo” nelle persone con autismo. Nel video sottostante che riassume alcune scene salienti del film, è possibile osservare questo fenomeno. Infatti Temple Grandin, affermata studiosa di scienze del comportamento animale e autorevole personalità nel campo dell’autismo, nel suo libro “Pensare in immagini e altre testimonianze della mia vita da autistica”, scrive:

“Io penso in immagini. Le parole sono come una seconda lingua per me. Io traduco immediatamente le parole, sia pronunciate che scritte, in  filmati a colori completi di suono, che scorrono come una videocassetta nella mia mente. Quando qualcuno mi parla, traduco immediatamente le sue parole in immagini”

Continua a leggere

Annunci

La plasticità cerebrale: anche il cervello adulto può cambiare

allenare-la-mente

 

E’ possibile imparare delle attività nuove  durante l’età adulta? E’ possibile cimentarsi in sport, hobbies, mansioni che finora non abbiamo mai svolto?

Gli studi sulla plasticità cerebrale rispondono affermativamente a tale questione. Per molto tempo si è pensato che il nostro cervello fosse immutabile e rigido, ritenendo che l’ambiente e le esperienze esterne non potessero influenzare il funzionamento e la struttura delle cellule neuronali. Questa prospettiva eliminava dunque ogni possibilità di cambiamento e modificabilità del sistema nervoso nel corso dell’età adulta.  Intorno agli anni ’60, grazie all’utilizzo di nuove strumentazioni per lo studio dell’attività cerebrale, si è scoperto che “il cervello è un organo dinamico, modificabile, plastico sia da un punto di vista strutturale che funzionale” (Fabio, Romano 2010).

Si parla infatti di “neuroplasticità” ovvero la Continua a leggere

Vantaggi e svantaggi dell’ansia

Nella vita quotidiana capita spesso di parlare di ansia e facilmente se ne parla in termini negativi, come se si trattasse di “qualcosa da evitare”. Difficilmente riusciamo a percepirne l’utilità, ma c’è eccome! Innanzitutto quando parliamo di ansia ci riferiamo all’area emotiva della paura: si dice infatti che paura e ansia “siano sorelle”.Entrambe segnalano un pericolo e si attivano quando “percepiamo o ipotizziamo una minaccia ad un nostro scopo” (Lorenzini, Sassaroli, 2000). Generalmente più la minaccia è definita,immediata, presente e  lo scopo minacciato è chiaro, tanto più si parla di paura. Ci riferiamo invece all’ansia  quando la minaccia è indefinita, lontana nel tempo e nello spazio (frequentemente è collocata nel futuro) e lo scopo minacciato è più sfumato. Sintetizzando si può dire che “l’ansia è la sorella evoluta della paura” ed è tipicamente umana (mentre la paura la condividiamo anche con diverse specie animali).finche-ce-vita-ce-ansia

Ma essere in ansia può servirci? Continua a leggere

“Mood congruity effect”: come le emozioni influenzano memoria e attenzione

L’ emozione è un fenomeno complesso che ci permette  di essere pronti ad agire. Numerosi studi hanno analizzato le caratteristiche e le funzioni delle emozioni, ma anche la loro relazione con altri processi cognitivi. Quello che vorrei prendere in considerazione oggi è l’importante questione del rapporto fra le emozioni e la memoria e l’attenzione.  Esiste una relazione fra questi aspetti? I sentimenti che proviamo possono influenzare le nostre capacità attentive e di memorizzazione?mood-congruity-effect

Dalle numerose ricerche che sono state svolte la risposta sembra essere affermativa.  Lo studio di  Bower at al. (1981) ha mostrato come i soggetti coinvolti prestavano più Continua a leggere

Gli stili di apprendimento: come preferiamo imparare?

imparare-l-inglese

Ti sei mai chiesto quale sia la modalità che preferisci per imparare? Ognuno di noi ha uno “stile di apprendimento” preferenziale e conoscerlo può costituire enormi vantaggi: innanzitutto può favorire una migliore performance di apprendimento da sfruttare a nostro favore nei momenti in cui ci è richiesto, ma può anche motivarci
ad “allenare” stili di apprendimento diversi e poco usati abitualmente. Inoltre conoscere la varietà di modi con cui gli individui apprendono ci permette di adattare la nostra modalità di esporre concetti e nozioni nel caso in cui fossimo chiamati ad insegnare o trasmettere informazioni a un gruppo eterogeneo di persone.

Uno dei principali modelli utilizzati per definire gli stili di apprendimento è quello noto come “The Index of Learning Styles”, Continua a leggere

10 Trucchi di memoria secondo la scienza

memoria-1030x615Alcune recenti ricerche  mostrano come sia possibile incrementare la nostra memoria attraverso alcune semplici attività:

1 DISEGNARE

disegno

 

Disegnare le  immagini delle parole aiuta a costruire ricordi più forti e affidabili: questa è la scoperta di alcune recenti ricerche scientifiche.  Gli studi hanno  evidenziato che Continua a leggere