Esercizio fisico: quali effetti sulla salute mentale?

7

Per molto tempo, e forse tutt’ora, l’esercizio fisico è stato considerato prevalentemente uno strumento per il controllo del peso: muoversi assumeva una valenza quasi negativa, vista come una punizione da infliggere al proprio corpo per gli sgarri fatti a tavola. L’esercizio fisico però va ben oltre il controllo della bilancia e andrebbe visto in chiave positiva come premio che diamo ai noi stessi, al nostro corpo e alla nostra mente.

L’esercizio fisico, infatti, è in grado di migliorare il nostro benessere psicologico. Anche gli operatori della salute mentale, quindi, dovrebbero conoscere meglio questo prezioso strumento terapeutico ed incorporarlo nella propria attività clinica.

Dopamina (DA), Noradrenalina (NE), e Serotonina (5-HT) sono i tre principali neurotrasmettitori modulati dall’esercizio fisico. Questi stessi neurotrasmettitori hanno un ruolo importante in molte condizioni di sofferenza mentale.

Continua a leggere

Annunci

Visite psicologiche periodiche per gli insegnanti: premio o punizione?

Dott.ssa Serena Cataldi, Psicologa Firenze, 345-2995738

marziale

Qualche tempo fa Antonio Marziale, Garante per l’infanzia e adolescenza della Regione Calabria, ha presentato all’attenzione del Ministo dell’Istruzione Fedeli la proposta di rendere obbligatorie visite psicologiche periodiche  per gli insegnanti di scuola. L’iniziativa è scaturita a seguito di un episodio di cronaca, che ha visto protagoniste due maestre intente ad apostrofare, strattonare e malmenare alcuni  bambini. Episodio gravissimo, senza giustificazioni! Il Garante ha motivato la sua proposta esternando una serie di argomentazioni molto valide. Vista la complessità della questione, però, occorre adottare una prospettiva più ampia, che tenga conto della complessità dei ruoli insegnante- alunno. Diversamente, si rischierebbe di avere una visione parziale di una  problematica, invece,  molto articolata. Marziale sostiene:

I bambini sono il bene più’ prezioso e più’ fragile dell’umanità e chi ha a che fare con loro quotidianamente non può’ permettersi il lusso di scaricare le proprie frustrazioni maltrattandoli. Chi lo fa deve cambiare mestiere, anzi bisogna farglielo cambiare […] I docenti svolgono un ruolo usurante, che mette a dura prova le emozioni… ma ciò’ non giustifica l’accanimento su creature deboli […]Stanare coloro i quali hanno problemi di tenuta emotiva significa prevenire e mettere in sicurezza i bambini […] Ogni genitore ha il diritto di sapere che gli adulti ai quali affida i propri figli siano rispettosi di essi. A nessuno e’ dato di compromettere lo sviluppo emotivo dei piccoli, che negli adulti di riferimento devono trovare guide non aguzzini” (http://www.oggiscuola.com/web/2017/03/08/visite-psicologiche-obbligatorie-docenti-marziale-ok-dalla-fedeli-ora-le-linee-guida/).

Mi trovo pienamente d’accordo nell’affermare, e a gran voce, che i bambini siano il bene più prezioso e fragile dell’umanità, che sia orribile l’accanimento su creature così deboli e che sia diritto di ogni genitore sapere di affidare il proprio figlio ad un adulto che gli farà da guida, in quanto i primi anni di scuola rappresentano un momento di particolare importanza nella formazione della “personalità” del bambino, che trascorre gran parte della sua giornata con adulti che rappresenteranno un modello per la vita.

Se le relazioni precoci con i genitori sono fondamentali per determinare quelli che saranno i MOI-modelli operativi interni (Bowlby, 1969/1988) del bambino, cioè  le aspettative rispetto al comportamento che le altre persone avranno con lui (aspettative di essere amato, stimato e aiutato in caso di difficoltà), è altrettanto vero che l’esperienza scolastica può rappresentare, fortunatamente,  un’esperienza emozionale  fortemente correttiva. Ad esempio, se il bambino è cresciuto in un clima domestico altamente ipercritico e competitivo, caratterizzato da un’eccessiva importanza attribuita alla performance, sviluppando di conseguenza la credenza “sono ambile e degno di stima sono se svolgo un compito alla perfezione”, il rapporto sano con un insegnante che trasmetta al bambino l’idea di essere amato e stimato a prescindere dal voto scolastico, e che sappia decodificare correttamente le esigenze emotive dell’alunno,  rappresenta un’esperienza potentissima in grado di cambiare la traiettoria evolutiva di quel bambino, aiutandolo a sviluppare una maggior stima di sè . Se, fino a qualche tempo fa, si considerava il terzo anno di età il periodo limite per definire la tipologia di attaccamento che il bambino avrebbe sviluppato con le persone di fiducia, generalizzando poi tali aspettative alle successive relazioni adulte,  recenti ricerche [Petrocchi & Lecciso, 2008] hanno dimostrato come la qualità delle relazioni con i pari e con adulti di riferimento diversi dai genitori (quali  ad esempio insegnanti, allenatori sportivi o maestre di danza)  abbia un ruolo altrettanto importante nell’influenzare l’immagine di sè che il bambino svilupperà, la sua autostima, la capacità di gestire adeguatamente le emozioni ed il rapporto col mondo. Alla luce di queste considerazioni, appare evidente l’importanza del  rapporto alunno-insegnante, rapporto che dovrà essere il più possibile sereno e all’insegna della fiducia reciproca.

Continua a leggere

Gli Errori di ragionamento che ci fanno soffrire

La nostra mente è continuamente bombardata da pensieri. Alcuni di essi sono molto brevi, spontanei, hanno forma di frasi telegrafiche che ci diciamo come commento interno a quello che ci accade intorno.

Queste frasi possono assumere carattere negativo: parliamo di PENSIERI AUTOMATICI NEGATIVI (PAN)

I PAN possono essere più o meno consapevoli, ma possiamo imparare a riconoscerli facilmente con un po’ di esercizio.

I PAN sono oggetto di “distorsioni cognitive” ovvero degli errori di ragionamento che valutano in modo distorto quello che ci accade. Essi sono un’importante causa di sofferenza e di mantenimento della stessa. E’ come se ci facessero leggere il mondo attraverso degli occhiali opachi: la realtà viene cambiata, portandoci a trarre conclusioni in assenza di prove e tralasciando spiegazioni più ovvie e plausibili*

I nostri pensieri guidano le nostre azioni ed influenzano le nostre emozioni. Facciamo un esempio: sto studiando, ma ho difficoltà a capire. Mi dico “sono un’idiota, non passerò mai l’esame”. Questa breve frase sarà responsabile di una conseguente reazione emotiva: ad esempio potrei sentirmi triste e abbattuto. E di una reazione comportamentale: potrei chiudere il libro e smettere di studiare.

♦ Non aver capito un passaggio è davvero la prova che sono un’idiota?

♦ Quali  potrebbero essere le spiegazioni alternative?

In questa iconografica cerchiamo di spiegare in modo semplice le principali distorsioni cognitive (tratteremo le altre in un prossimo post).

Tutti ne facciamo esperienza: proviamo a farci caso, a identificarli e a cambiarli con spiegazioni alternative e realistiche: basta un po’ di allenamento! Questa capacità è alla base della resilienza, della competenza emotiva e di molte altre variabili associate al nostro benessere.

PENSIERIAUTOMATICICONSFONDO-2.jpg

 

*Beck, A. T. (1976). Cognitive therapy and the emotional disorders. New York.

Cambia modo di pensare e cambierai il cervello

Positive-Thinking.jpgPensare a qualcosa, qualsiasi cosa, causa il rilascio di neurotrasmetitori da parte del cervello: messaggeri chimici che permettono al cervello di comunicare con il resto del corpo o con altre parti del Sistema Nervoso.

Ogni pensiero quindi comporta dei cambiamenti neurochimici, alcuni dei quali sono solo temporanei, mentre altri più duraturi.

Potremmo dire che il nostro modo di pensare modella il nostro cervello.

Qualche esempio?

  • Quando siamo grati per qualcosa, e ne siamo coscienti, abbiamo un’impennata di neurostrasmettitori legati a Continua a leggere

La paura: emozione utile o spiacevole sensazione?

La paura è una delle sei emozioni di base che tutti gli esseri umani sperimentano.

emoticon_paura

L’evoluzione della specie ha dotato il nostro cervello della capacità di provarla, poiché necessaria alla stessa sopravvivenza. La paura segnala la presenza di una minaccia (fisica o psicologica) e viene sperimentata  da tutti gli uomini, a prescindere dalle norme culturali di riferimento. Spesso, se non riconosciuta, l’a Continua a leggere

The Healthy Mind Platter

 

Dan Siegel, professore di Psichiatria presso la School of Medicine del’Università della California, e fondatore e co-direttore del  Mindful Awareness Research Center, ci offre uno spunto originale per prenderci cura della nostra salute mentale.

L’idea alla base è semplice quanto efficace.

Ai giorni nostri si parla sempre più spesso dell’importanza di una sana alimentazione per prevenire numerose malattie e contrastare l’invecchiamento. Recentemente, negli Stati Uniti, lo US Department of Agriculture (USDA) ha lanciato una campagna di sensibilizzazione mirata ad insegnare alle persone a dividere i nutrienti presenti nel proprio piatto in modo corretto. Anche in Italia, lo IEO (Istituto Europeo di Oncologia) promuove i principi della sana alimentazione attraverso il programma SmartFood: un  progetto di ricerca e divulgazione scientifica sui fattori protettivi della dieta. 

piatto sano.jpg

Ma possiamo pensare ad un “piatto” ideale anche per la nostra salute mentale? Si, secondo il Dr Dan Siegel  e il Dr. David Rock, quest’ultimo Direttore esecutivo del  NeuroLeadership Institute. Continua a leggere