Rimuginio

Il rimuginio è una forma ripetitiva di pensiero a carattere negativo. Rappresenta un aspetto centrale del disturbo d’ansia generalizzato ed un fattore di mantenimento di numerose altre condizioni psicopatologiche. Cerchiamo di parlarne attraverso questa infografica. Condividete e aiutateci a diffondere la cultura psicologica!

Emotional eating

Per la rubrica “pillole di psicologia” oggi parliamo brevemente di Emotional eating, o fame emotiva, ovvero quel fenomeno per il quale tendiamo ad assumere una quantità eccessiva di cibo in risposta ad una attivazione emotiva. Come molti problemi di natura psicologica, anche l’emotional eating è mantenuto da un circolo vizioso: emozioni negative spesso non riconosciute vengono gestite attraverso il cibo. Il potere consolatorio però dura poco, ma al contrario subentra spesso un giudizio negativo su noi stessi  del tipo “non sono in grado di controllarmi” fino a “faccio schifo”, oltre ad emozioni… Continua a leggere

La seconda idea irrazionale di Ellis

Secondo Albert Ellis, uno dei “padri” della Psicoterapia cognitivista, esistono 11 idee irrazionali che guidano la vita delle persone e che generano e mantengono la sofferenza emotiva.  

Il pensiero catastrofico nel dolore

Il pensiero catastrofico è un errore di ragionamento, anche detto bias cognitivo, che rappresenta un fattore di mantenimento di numerosi disturbi d’ansia. Facciamo un passo indietro Secondo il modello cognitivo non è importante quello che mi succede, ma il modo in cui io interpreto in modo soggettivo quello che mi accade. E’ questo modo di pensare che determinerà una conseguente risposta emotiva che varia da soggetto a soggetto. Qualche giorno fa, durante un gruppo di psicoeducazione emotiva che conduco, un paziente ha portato un esempio tanto semplice quanto calzante che ha provocato diverse reazioni… Continua a leggere

Comportamento passivo-aggressivo

Vi è mai capitato di rapportarvi con qualcuno che vi lancia continuamente “frecciatine”? o che parla in generale delle “persone” o della “gente”, ma che in realtà si riferisce ad un vostro comportamento? Questi sono solo due esempi di comportamento passivo-aggressivo: una modalità di esprimere la rabbia in modo indiretto.  Può essere una vera e propria caratteristica di personalità oppure solo un modo saltuario di comportarsi. Altri esempi sono: Dire al proprio partner che è tutto ok, ma poi avere un atteggiamento scontroso o evitare l’intimità Non essere d’accordo su una questione lavorativa, ma… Continua a leggere

I ricordi intrusivi dopo un evento traumatico possono essere ridotti giocando a Tetris

Un team di ricercatori ha dimostrato come persone che erano sopravvissute ad un incidente in moto sviluppassero meno sintomi post-traumatici se venivano esposti al gioco del Tetris in ospedale entro sei ore dall’accettazione. Oltre a giocare a Tetris, gli veniva richiesto di richiamare alla mente le memorie dell’incidente. Lo studio è stato condotto al Karolinska Institutet in collaborazione con un team di ricercatori dell’Università di Oxford. Uno dei sintomi del Disturbo da Stress Post Traumatico (PTSD) è la comparsa di ricordi intrusivi, “flashback”, in cui la persona rivive le immagini dell’evento traumatico… Continua a leggere

Il “pensiero visivo” nell’autismo. La testimonianza di Temple Grandin

Alcune scene del film  “Temple Grandin, una donna straordinaria” mostrano la centralità del “pensiero visivo” nelle persone con autismo. Nel video sottostante che riassume alcune scene salienti del film, è possibile osservare questo fenomeno. Infatti Temple Grandin, affermata studiosa di scienze del comportamento animale e autorevole personalità nel campo dell’autismo, nel suo libro “Pensare in immagini e altre testimonianze della mia vita da autistica”, scrive: “Io penso in immagini. Le parole sono come una seconda lingua per me. Io traduco immediatamente le parole, sia pronunciate che scritte, in  filmati a colori completi… Continua a leggere

Vantaggi e svantaggi dell’ansia

Nella vita quotidiana capita spesso di parlare di ansia e facilmente se ne parla in termini negativi, come se si trattasse di “qualcosa da evitare”. Difficilmente riusciamo a percepirne l’utilità, ma c’è eccome! Innanzitutto quando parliamo di ansia ci riferiamo all’area emotiva della paura: si dice infatti che paura e ansia “siano sorelle”.Entrambe segnalano un pericolo e si attivano quando “percepiamo o ipotizziamo una minaccia ad un nostro scopo” (Lorenzini, Sassaroli, 2000). Generalmente più la minaccia è definita,immediata, presente e  lo scopo minacciato è chiaro, tanto più si parla di paura. Ci… Continua a leggere

Il ruolo del cervello nella percezione del dolore

  Questo video breve e dalla grafica accattivante spiega in modo semplice cos’è il dolore e perché ci sono delle differenze individuali nella sua percezione. Ho quindi pensato di tradurlo per renderlo fruibile anche al pubblico italiano. Nella mia attività professionale mi occupo proprio di dolore, tuttavia, culturalmente è difficile coniugare l’idea di un trattamento psicologico con uno di tipo fisico/medico/riabilitativo. La credenza infatti, è che ciò voglia dire che si è un “malato immaginario”. Non è affatto cosi! Il dolore è influenzato da aspetti psicologici soggettivi e, attraverso un intervento psicologico,… Continua a leggere

“Mood congruity effect”: come le emozioni influenzano memoria e attenzione

L’ emozione è un fenomeno complesso che ci permette  di essere pronti ad agire. Numerosi studi hanno analizzato le caratteristiche e le funzioni delle emozioni, ma anche la loro relazione con altri processi cognitivi. Quello che vorrei prendere in considerazione oggi è l’importante questione del rapporto fra le emozioni e la memoria e l’attenzione.  Esiste una relazione fra questi aspetti? I sentimenti che proviamo possono influenzare le nostre capacità attentive e di memorizzazione? Dalle numerose ricerche che sono state svolte la risposta sembra essere affermativa.  Lo studio di  Bower at al. (1981)… Continua a leggere