Il pensiero catastrofico nel dolor

Il pensiero catastrofico è un errore di ragionamento, anche detto bias cognitivo, che rappresenta un fattore di mantenimento di numerosi disturbi d’ansia.

Facciamo un passo indietro

Secondo il modello cognitivo non è importante quello che mi succede, ma il modo in cui io interpreto in modo soggettivo quello che mi accade. E’ questo modo di pensare che determinerà una conseguente risposta emotiva che varia da soggetto a soggetto.

Qualche giorno fa, durante un gruppo di psicoeducazione emotiva che conduco, un paziente ha portato un esempio tanto semplice quanto calzante che ha provocato diverse reazioni emotive nei partecipanti:

Siamo in tre persone in sala d’attesa dal dentista e l’orario del nostro appuntamento è già stato superato. Queste tre persone pensano:

  1. Non rispetta mai gli appuntamenti, è sempre in ritardo, è assurdo!
  2. Quando toccherà a me? mi farà male? sentirò dolore?
  3. uff…. ho finito anche di leggere le riviste

Questi tre diverse tipologie di pensiero porteranno, a partire dalla stessa situazione (il ritardo del dentista), a tre diverse emozioni:

  1. Rabbia
  2. Ansia
  3. Noia

E a diverse risposte comportamentali… la rabbia potrebbe portarmi ad esempio a protestare dal dottore o anche a non dire niente, ma rimuginare in modo rabbioso. L’ansia potrebbe portarmi a chiamare qualcuno per avere una rassicurazione, guardare continuamente l’orologio o provare a distrarmi per calmare l’attivazione; la Noia potrebbe farmi appisolare o cercare un escamotage per passare il tempo.

Questi diversi pensieri possono essere “vittima” di errori cognitivi e uno di questi errori, come dicevamo all’inizio, è la catastrofizzazione. Una modalità di pensiero in cui si tende a prevedere tutte le possibili conseguenze negative degli eventi senza tener conto della reale probabilità che questi accadano.

Il pensiero catastrofico è uno dei fattori cognitivi più spesso presenti nelle sindromi dolorose, (ad esempio lombalgie, cervicalgie recidivanti ecc..) ed è un fattore che rende l’esperienza del dolore più intensa e più difficile da trattare.

Ma perché un pensiero può agire sul dolore? questo vuol dire che il dolore è inventato? Assolutamente no!  

Banalmente vi è mai capitato di essere “tesi” per un esame? E’ evidente che la tensione muscolare prolungata si trasforma in dolore e, talvolta, anche quando la minaccia è passata il nostro corpo rimane in uno stato di allerta che mantiene il dolore nel tempo. Ma non solo, questo è solo un esempio di come il dolore sia  influenzato anche da fattori cognitivi ed emotivi.  Il cervello è la nostra centralina del dolore e, il modo in cui questa centralina risponderà, dipende da una serie di fattori tra cui proprio il significato che ho imparato ad attribuire al dolore nel corso degli anni. Ad esempio potrei aver subito numerosi interventi o infortuni e la mia centralina potrebbe essere diventata particolarmente sensibile e, un po’ come un allarme malconcio, suonare anche al minimo rumore.

L’esempio del dentista lo possiamo trasportare anche al dolore –> cosa pensiamo quando proviamo dolore?

Il Dr Michael Sullivan, Professore di Psicologia e Neurologia alla McGill University, ha sviluppato uno strumento in grado di misurare il catastrofismo nel dolore (Pain Catastrophizing Scale- PCS). L’analisi statistica ha evidenziato che non si tratta di un costrutto unico, ma che al suo interno sono presenti tre dimensioni:

Documento6

La ruminazione include credenze sull’incontrollabilità del proprio pensiero sul dolore “non posso smettere di pensare al dolore”

La magnificazione include il timore che il dolore potrebbe peggiorare o che potrebbe essere segnale di qualcosa di grave (il vero e proprio pensiero catastrofico)

L’impotenza appresa potrebbe rappresentare una conseguenza dei primi due tipi di pensiero ed include la sensazione che qualsiasi sforzo messo in atto non avrà alcun effetto sul proprio dolore. La sensazione quindi, di non avere alcun controllo sul dolore. 

Secondo una review del 2012, la catastrofizzazione sul dolore rappresenta uno dei maggiori predittori di disabilità sia nelle condizioni di dolore acuto che cronico.

La terapia cognitivo comportamentale (CBT), è particolarmente indicata per modificare in modo efficace e breve questo tipo di valutazione associate al dolore.  Infatti la CBT consente di insegnare al soggetto ad identificare i propri pensieri e le proprie emozioni e a modificarle attraverso varie tecniche tra cui la ristrutturazione cognitiva.

Per sapere di più sugli interventi cognitivi legati al dolore contattami Dott.ssa Roberta Guerra – Montecatini Terme

Trovi la scala PCS tradotta in italiano qui  http://www.paininmotion.be/EN/PCS-I.pdf

Referenze:

http://sullivan-painresearch.mcgill.ca/pdf/abstracts/sullivanapr1995.pdf

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3573569/

Annunci

Lombalgia e fattori psicosociali

lower-back-painLe linee guida sul trattamento della lombalgia cronica raccomandano di prendere in considerazione gli aspetti psicosociali oltre a quelli strettamente biomedici.

Nonostante ciò questi aspetti vengono raramente considerati dalle figure professionali che si occupano di dolore. Questo vuol dire che non vengono incluse nelle fasi assessment domande mirate a identificare le variabili psicosociali che, di conseguenza,  vengono tagliate completamente fuori dalle fasi del trattamento. 

Alcuni aspetti psicologici da tenere in considerazione riguardano:

Continua a leggere

Esercizio fisico: quali effetti sulla salute mentale?

7

Per molto tempo, e forse tutt’ora, l’esercizio fisico è stato considerato prevalentemente uno strumento per il controllo del peso: muoversi assumeva una valenza quasi negativa, vista come una punizione da infliggere al proprio corpo per gli sgarri fatti a tavola. L’esercizio fisico però va ben oltre il controllo della bilancia e andrebbe visto in chiave positiva come premio che diamo ai noi stessi, al nostro corpo e alla nostra mente.

L’esercizio fisico, infatti, è in grado di migliorare il nostro benessere psicologico. Anche gli operatori della salute mentale, quindi, dovrebbero conoscere meglio questo prezioso strumento terapeutico ed incorporarlo nella propria attività clinica.

Dopamina (DA), Noradrenalina (NE), e Serotonina (5-HT) sono i tre principali neurotrasmettitori modulati dall’esercizio fisico. Questi stessi neurotrasmettitori hanno un ruolo importante in molte condizioni di sofferenza mentale.

Continua a leggere

Il ruolo del cervello nella percezione del dolore

 

Questo video breve e dalla grafica accattivante spiega in modo semplice cos’è il dolore e perché ci sono delle differenze individuali nella sua percezione.

Ho quindi pensato di tradurlo per renderlo fruibile anche al pubblico italiano.

Nella mia attività professionale mi occupo proprio di dolore, tuttavia, culturalmente è difficile coniugare l’idea di un trattamento psicologico con uno di tipo fisico/medico/riabilitativo. La credenza infatti, è che ciò voglia dire che si è un “malato immaginario”.

Non è affatto cosi!

Il dolore è influenzato da aspetti psicologici soggettivi e, attraverso un intervento psicologico, possiamo scoprire di più sul dolore e sulle strategie per gestirlo in modo efficace. Continua a leggere

Trauma psicologico e dolore fisico

images-1

Sentiamo spesso parlare di trauma e, ancor di più, di trauma psicologico. Con meno frequenza, però, ci sarà capitato di sentire associare questo concetto a quello di dolore fisico. Prima di addentrarci nell’esplorazione di questa inaspettata correlazione, proviamo a fare un po’ di chiarezza sul concetto di trauma psicologico.

Continua a leggere

I fattori psicologici nel trattamento del dolore alla spalla: quale correlazione?

 

Shoulder pain

Sono diverse le variabili che influenzano l’esito di un trattamento: stato di salute, livello di disabilità, età, sesso, aspetti psicologici e sociali. Uno studio che ha coinvolto 1030 persone con dolore alla spalla, ha analizzato quali sono le variabili che correlano con i migliori esiti fisioterapici.

I risultati hanno confermato l’ipotesi che, Continua a leggere

Gli aspetti psicologici del dolore

In questo articolo, pubblicato sul portale italiano delle Scienze Motorie, il Dott. Luca Barni affronta il tema del dolore e la sua classificazione. La dott.ssa Roberta Guerra interviene  spiegando i principali meccanismi psicologici implicati nelle condizioni dolorose.

 

Buona lettura!

IL DOLORE: definizione, classificazione e aspetti soggettivi psicologici. – Scienze Motorie: