Lombalgia e fattori psicosociali

lower-back-painLe linee guida sul trattamento della lombalgia cronica raccomandano di prendere in considerazione gli aspetti psicosociali oltre a quelli strettamente biomedici.

Nonostante ciò questi aspetti vengono raramente considerati dalle figure professionali che si occupano di dolore. Questo vuol dire che non vengono incluse nelle fasi assessment domande mirate a identificare le variabili psicosociali che, di conseguenza,  vengono tagliate completamente fuori dalle fasi del trattamento. 

Alcuni aspetti psicologici da tenere in considerazione riguardano:

Le credenze del paziente sul dolore e sul movimento

  • livelli elevati di ansia associati ai movimenti
  • evitamento del movimento
  • Assenza di supporto
  • Tipo di personalità
  • Strategie di coping disadattive

Per credenze si intende quell’insieme di idee, opinioni, assunzioni che regolano e guidano i nostri comportamenti. I pazienti con dolore cronico hanno costruito tutta una serie di credenze maladattive ed erronee sulla natura del proprio dolore. Ad esempio l’idea molto radicata che i movimenti siano in grado di esacerbare il dolore e che il riposo forzato sia la migliore strategia per risolvere il problema. E’ chiaro che se questa credenza non viene adeguatamente modificata, il paziente difficilmente metterà in atto comportamenti diversi, poiché sarebbero in dissonanza con il suo modo di processare le informazioni. Queste credenze non sempre solo facilmente accessibili, poiché guidano il comportamento a livello implicito: un po’ come quando impariamo a guidare, implicitamente la nostra memoria procedurale guida il comportamento da mettere in atto, senza che questo richieda ogni volta uno sforzo esplicito di rievocazione delle informazioni. Per questo motivo le credenze vanno indagate, sollecitate e modificate attraverso precise tecniche cognitive.

Un tipo di credenza molto importante nel mantenimento del dolore è quella che riguarda il controllo: quanto controllo penso di avere sul mio dolore?

Questo controllo è interno (i risultati che ottengo dipendono dai miei sforzi) oppure esterno (i risultati  dipendono dalla fortuna, dal caso o dagli altri)? Chi ha un locus of control interno si affiderà con più probabilità ad approcci di tipo multidisciplinare beneficiando della capacità di questo tipo di interventi di rafforzare la percezione di controllo che abbiamo sulla condizione dolorosa e quindi riducendo l’intensità stessa del dolore.

Ma se nonostante le linee guida questi aspetti  vengono poco o mai considerati nella pratica clinica, quali sono le credenze delle figure professionali che ruotano intorno al dolore?

Se lo sono chiesti Zangoni, G., & Thomson, O. P. (2017) i quali hanno esaminato le conoscenze e le credenze di un campione di fiosoterapisti italiani sugli aspetti psicosociali della lombalgia cronica.
Secondo i risultati i fisioterapisti che hanno partecipato allo studio mostravano una conoscenza basilare del modello psicosociale e conoscevano solo parzialmente  il contributo degli aspetti cognitivi, emotivi e comportamentali nel mantenimento del dolore cronico.
Sarebbe quindi importante implementare nella formazione fisioterapica, e non solo, strumenti conoscitivi per l’assessment degli aspetti psicologici e cognitivi. Per rendere sempre più diffuso un approccio al dolore scientifico e aggiornato secondo le linee guida internazionali.
Se soffri di lombalgia cronica o ricorrente e ti interessa un approccio multidisciplinare, contattami per informazioni: Dott.ssa Roberta Guerra – Montecatini Terme
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