Psicologhe a Firenze, Arezzo, Bibbiena,  Montecatini Terme e Pontedera

Dolore alla schiena: nuove linee guida d’intervento

La lombalgia, anche detta “Low Back Pain” (LBP), è un dolore che interessa la parte bassa della schiena.

Secondo i dati dell’Agenzia Regionale Sanità del Friuli Venezia Giulia (dati 2008) quasi l’80% della popolazione presenterà una lombalgia ad un certo punto della propria vita.

Sempre secondo la stessa agenzia, al di sotto dei 45 anni di età la lombalgia è la più comune causa di disabilità e rappresenta la terza causa degli accessi medici totali.

Secondo i dati ISAL : “nel corso di un anno 7 persone su 10 manifestano episodi isolati di lombalgia, mentre tra il 30 e il 40% degli adulti soffre di crisi tanto intense da indurli ad assumere farmaci o a chiedere sospensioni dal lavoro”.

Nonostante le cure sempre più personalizzate, l’incidenza e i costi personali e sociali della lombalgia sono ancora molti alti. L’intervento richiede quindi un approccio che tenga in considerazione diversi aspetti che incidono sulla percezione del dolore e la sua cronicizzazione al fine di prevenire condizioni di disabilità.

A tal fine, su un articolo appena pubblicato sul Journal of Pain Research gli autori propongono un modello di cura basato su 5 domini che il clinico dovrebbe prendere in considerazione ogni volta che trova di fronte a sé un paziente affetto da LBP.

I primi due domini si riferiscono alle funzioni e strutture del corpo:  esiste un danno tissutale che causa il dolore? Il dolore è di tipo nocicettivo o neuropatico?

Dolore Nocicettivo: è il dolore  “fisiologico”. Quello che, ad esempio, Insorge in seguito a un trauma

Dolore Neuropatico: Dolore derivante da danno o lesione ai nervi periferici o al Sistema Nervoso Centrale (Ad esempio nevralgia post-erpetica, sclerosi multipla )

Per capire se il dolore ha una componente neuropatica o meno, secondo gli autori uno strumento che il clinico potrebbe utilizzare è il Pain Detect Questionnaire .

A prescindere dalla componente nocicettiva bisognerebbe inoltre  esplorare se il dolore, o parte di esso, è causato da un meccanismo di sensibilizzazione centrale.

Uno strumento possibile è il Central Sensitization Inventory di cui però, purtroppo, non esiste ancora una versione in italiano.

Sensibilizzazione centrale: la “centralina” che nel nostro cervello decide se rispondere con dolore o meno ad uno stimolo diventa troppo sensibile, è un pò come un termostato che non funziona bene e che “scatta” anche quando non è richiesto. Di conseguenza il dolore persiste anche in assenza di danno.

Il terzo e quarto dominio rientrano nella sfera dei fattori personali e riguardano: le comorbidità e i fattori cognitivi ed emotivi.

Per comorbidità si intendono le condizioni patologiche che sono co-presenti. Molto frequentemente chi soffre di LBP tende ad avere una concomitante condizione dolorosa muscoloscheletrica che peggiora i sintomi della lombalgia stessa.

La comorbidità riguarda anche la salute mentale:  tra il 20 e il 50% dei pazienti con LBP presenta concomitanti sintomi ansiosi o depressivi che possono aggravare il quadro doloroso, rendere più complesso l’intervento e influenzare la prognosi. Il clinico deve quindi essere preparato ad individuare possibili comorbidità psicopatologiche per un invio al professionista competente.  Il dolore cronico inoltre è spesso associato a disturbi del sonno (cosi come ai disturbi d’ansia e dell’umore) la deprivazione del sonno è un fattore in grado di provocare iperalgesia e pertanto anche questo aspetto sintomatologico andrebbe indagato e trattato.

Iperalgesia: abbassamento della soglia del dolore

Per quando riguarda i fattori cognitivi ed emotivi, sappiamo che pattern maladattati di pensiero sono un elemento importante in grado di:

  • aumentare la gravità del dolore
  • predirre il livello di disabilità nel lungo termine
  • spiegare il persistere della presenza di dolore

Secondo gli autori uno strumento utile è lo StartBack questionnaire : se il paziente è inserito nella categoria rischio medio o alto bisogna considerare un intervento anche di tipo di psicologico a supporto di quello fisico.

Una volta identificata la presenza di bias di pensiero è possibile investigare quale tipo di cognizione nello specifico influenza il dolore. Come psicologa che si occupa di psico-algologia utilizzo diversi strumenti, oltre al colloquio clinico, al fine di identificare la presenza di specifici elementi del pensiero o comportamenti in grado di influenzare negativamente la percezione del dolore tra cui: pensiero catastrofico, il senso di auto efficacia, la presenza di kinesiopobhia (paura del movimento) comportamenti di evitamento.

Una volta identificati questi fattori diventano oggetto di intervento psicologico. Sono sempre più numerose le evidenze scientifiche che mostrano un miglioramento della condizione dolorosa ed una minore incidenza di cronicizzazione a seguito di interventi di tipo psicologico. Nonostante ciò l’approccio multidisciplinare al dolore resta solo, purtroppo, una rarità. Molto spesso ho trovato una certa reticenza da parte degli stessi operatori di proporre un intervento anche psicologico, talvolta per timore di urtare la sensibilità dei pazienti. Tuttavia è il cervello che decide se uno stimolo è nocivo o meno e questo complesso atto decisionale attinge informazioni anche dalle nostre passate esperienze sul dolore oltre che dalle convinzioni su di esso. Per cui, è bene ribadirlo, lavorare anche sugli aspetti cognitivi, emotivi e comportamentali non vuol dire in nessun modo che il dolore è inventato!

Infine il 5^ dominio riguarda i fattori ambientali che sono spesso molto poco considerati nei programmi riabilitativi, in parte anche per la mancanza di strumenti specifici che facilitino l’assessment.

L’articolo comparso sul Journal of Pain Research fornisce una guida concettuale che aiuta il clinico a comprendere se il paziente affetto da LBP necessita di un intervento riabilitativo multidisciplinare e di che tipo. Ben vengano lavori come questi che normalizzano il ruolo dell’intervento psicologico nella presa in carico del paziente con lombalgia e ne spieghino l’efficacia.

Dott.sa Roberta Guerra

PubMed Central, Figure 1: J Pain Res. 2017; 10: 2373–2385. Published online 2017 Oct 3. doi:  10.214

Ecco l’articolo pubblicato sul Journal of Pain Research: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5633330/

Rimuginio

Il rimuginio è una forma ripetitiva di pensiero a carattere negativo.

Rappresenta un aspetto centrale del disturbo d’ansia generalizzato ed un fattore di mantenimento di numerose altre condizioni psicopatologiche.

Cerchiamo di parlarne attraverso questa infografica.

Condividete e aiutateci a diffondere la cultura psicologica!

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Dott.ssa Roberta Guerra – Montecatini Terme (PT) e Pontedera (PI)

Ordine dei Psicologi della Toscana (N° 7180)

Sono laureata con Lode in Psicologia Clinica presso l’Università degli Studi di Bologna e  specializzata con Lode in Psicoterapia Cognitiva presso la Scuola Cognitiva di Firenze dove ho frequentato, inoltre, il Primary Training in Terapia Metacognitiva Interpersonale per il trattamento dei Disturbi di Personalità

Mi occupo di difficoltà relazionali, supporto psicologico nelle fasi di cambiamento del ciclo di vita, disturbi d’ansia e dell’umore, disturbi di personalità, difficoltà nella gestione e regolazione delle emozioni, sintomi dissociativi, disturbi traumatici, trattamento del rimuginio e ruminazione.

Collaboro  con il Dipartimento di  Salute Mentale di Pontedera, (Azienda USL Toscana nord Ovest) dove svolgo colloqui psicoterapici e partecipo alle attività di riabilitazione psichiatrica e di ricerca. Nello stesso ambito mi occupo della riabilitazione delle funzioni cognitive attraverso lo sport. Inoltre conduco gruppi terapeutici sul riconoscimento e la gestione delle emozioni e sul potenziamento delle abilità metacognitive.

Mi occupo, inoltre, di Psico-algologia e ovvero tutto ciò che riguarda il dolore, dalla sua gestione alla prevenzione. A tal fine mi sono formata presso l’Università del Minnesota (USA) sulla prevenzione del dolore cronico ottenendo la certificazione “Preventing Chronic Pain: A Human Systems Approach” e collaboro con un team di fisioterapisti e posturologi.

Da circa un anno sono consulente clinica esperta per un’azienda Newyorkese (MedAvante-ProPhase LLC) dove mi occupo di consulenze diagnostiche sulla depressione attraverso l’utilizzo di interviste diagnostiche semistrutturate.

Scrivo per il quotidiano on line Nurse24 dove mi occupo di articoli divulgativi su varie tematiche legate al mondo psicologico e sanitario. Sempre nell’ambito sanitario, ho svolto corsi di formazione al personale sulla promozione della competenza emotiva e sulla gestione dei conflitti.

Ho frequentato i seguenti corsi di formazione e aggiornamento professionale:

  • Il nucleo dissociativo nel disturbo borderline di personalità (Dott. Liotti)
  • Il disturbo borderline di personalità: modelli di comprensione e trattamento CBT 
  • Il lavoro clinico con il paziente ansioso (Dott. Calzolari)
  • Il fenomeno dell’emotional eating 
  • Il paziente a rischio di suicidio (Dott. Turchi)
  • Trattamento CBT delle psicosi (Dott. Pinto)
  • Schema Therapy per il Disturbo Borderline di Personalità (Dott.ssa Taddei)
  • La dissociazione traumatica (Dott. La Mela e Dott. Farina)
  • Neurobiologia dell’intersoggettività (Dott.ssa Tarantino)
  • L’alleanza terapeutica nei pazienti con Disturbo Post Traumatico da Stress Complesso (Dott. Farina)
  • Skill Training Dialectical Behavioral Therapy (Dott.ssa Vazzano e Dott.ssa Barbieri)
  • CBT delle dipendenze (Dott.ssa Martino)

Pubblicazioni scientifiche:

  •  Guerra R., Corretti G., Coli, L., Martini C., Lazzerini F., Sbrana A. “Intervento riabilitativo di gruppo di tipo metacognitivo sulle emozioni: uno studio pilota”12° Congresso Nazionale SIPS. Le nuove frontiere della psichiatriasociale: clinica, public healthe neuroscienze. Sessione Poster, 25-27 Gennaio 2018 Napoli
  • Corretti G., Guerra R., L., Martini C., Lazzerini F., Sbrana A.“Studio di confronto tra pazienti psichiatrici con e senza disabilità intellettiva: risultati di un intervento di Riabilitazione attraverso lo sport” 12° Congresso Nazionale SIPS. Le nuove frontiere della psichiatriasociale: clinica, public healthe neuroscienze. Sessione Poster, 25-27 Gennaio 2018 Napoli
  • Corretti G., Guerra R., L., Martini C., Lazzerini F., Sbrana A.“Riabilitazione attraverso lo sport: salute, funzionamento ed adattamento in un gruppo di pazienti affetti da gravi disturbi mentali” 12° Congresso Nazionale SIPS. Le nuove frontiere della psichiatriasociale: clinica, public healthe neuroscienze. Sessione Poster, 25-27 Gennaio 2018 Napoli
  • Giorgio Corretti, Roberta Guerra, Valentina Cottone, Elisa Callari, Christian Martini, Fabrizio Lazzerini, Alfredo Sbrana. Stimolazione cognitiva e stimolazione motoria: studio in un gruppo di pazienti con disabilità intellettiva affetti da gravi disturbi mentali” 12° Congresso Nazionale SIPS. Le nuove frontiere della psichiatriasociale: clinica, public healthe neuroscienze. Sessione Poster, 25-27 Gennaio 2018 Napoli
  • Guerra R., Coli L., Martini C., Corretti G., “La riabilitazione attraverso la conoscenza e la gestione delle emozioni” Sessione Poster, Congresso Nazionale 30 anni di riabilitazione e nuovi dialoghi, 26-27-28 Settembre 2017 Roma
  • Biagiolini M., Cataldi S., Fabbri C., Miraglia Raineri A., Guerra R., Taddei S., La Mela C F. Gravità dei disturbi di personalità, funzionamento metacognitivo e interpersonale. – Sessione Poster, Forum di Psicoterapia e Ricerca 5-6 Maggio 2017 Riccione

Ricevo a Montecatini Terme (PT) e a Pontedera (PI)

Per informazioni o appuntamenti:

Dott.ssa Serena Cataldi – Viale Guidoni-P.zza Dalmazia Firenze

LA MIA FORMAZIONE

  • A Castrovillari, piccola cittadina della Calabria in cui sono cresciuta, ho frequentato con passione il Liceo scientifico, riportando alla maturità votazione di 100/100.
  • Spinta dalla forte motivazione ad ampliare le mie conoscenze e a conoscere nuove realtà, mi sono trasferita a Firenze, dove ho intrapreso i miei studi universitari, conseguendo la laurea triennale in Psicologia clinica e di comunità.
  • Con non poca malinconia, ma spinta dal forte desiderio di perfezionarmi, ho deciso di lasciare Firenze alla volta di Cesena (sede distaccata dell’Alma Mater Studiorum dell’Università di Bologna), dove ho conseguito la laurea magistrale in Psicologia Clinica, discutendo la tesi “Reazioni all’aggressività dei pari e qualità di vita in bambini di scuola elementare“, con votazione finale pari a 106/110.
  • Ho, successivamente, svolto il tirocinio post-lauream presso l’Unità operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e Adolescenza dell’Asl di Bologna, esperienza che mi ha dato l’opportunità di approfondire la valutazione dei disturbi cognitivi in età evolutiva.
  • Ho sostenuto l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di Psicologo , con iscrizione alla sezione A dell’Ordine Psicologi dell Toscana (n. 7060), con decorrenza 24 Gennaio 2014.
  • Ho intrapreso,  animata da tante speranze e passione per lo studio delle emozioni e delle relazioni umane, il lungo e difficile percorso di specializzazione quadriennale in psicoterapia cognitivo comportamentale, presso la Scuola Cognitiva di Firenze conseguendo, in data 1 Dicembre 2017, il titolo di Psicoterapeuta.
  • Ho svolto tre anni di tirocinio di specializzazione presso l’Associazione Artemisia di Firenze, centro antiviolenza che opera per tutelare donne e minori vittime di violenza domestica ed un anno presso il dipartimento Salute Mentale Adulti dell’ ASL  di Prato. Tali esperienze mi hanno dato modo di conoscere da vicino le variegate sfaccettature della sofferenza psichica e di sviluppare le capacità umane e professionali di accoglienza e gestione della stessa.

DI COSA MI OCCUPO

Nel complesso, le mie prestazioni afferiscono alle seguenti macro-aree:

  • consulenza, valutazione e sostegno psicologico
  • promozione del benessere personale ed interventi mirati al miglioramento della qualità di vita (potenziamento abilità sociali, problem solving, assertività)
  • sostegno alla genitorialità
  • docenze e corsi di formazione su tematiche di pertinenza psicologica
  • progetti per la prevenzione del disagio psicologico e per l’incremento del benessere all’interno del contesto scolastico
  • trattamento di: disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi di personalità, elaborazione del lutto, difficoltà relazionali, disturbi conseguenti ad esperienze traumatiche.

DOVE SI TROVA IL MIO STUDIO

Esercito la libera professione a Firenze e ricevo su appuntamento presso i seguenti indirizzi:

-Via Vittorio Emanuele II, 297 , presso Studio Medico Ida (zona Dalmazia)
-Via Mugello 33 (zona Novoli Guidoni)
-Via XX Settembre 126 (zona Statuto)

PRIMA CONSULENZA PSICOLOGICA GRATUITA

La scelta di offrire gratuitamente la prima consulenza psicologica nasce dalla volontà di avvicinare le persone ad una forma di aiuto che spesso si negano a causa dei pregiudizi sulla sofferenza psicologica che ancora permeano la nostra società. La conseguenza di tale atteggiamento è, spesso, la cronicizzazione di un’iniziale difficoltà facilmente trattabile. Lo scopo della prima consulenza è quello di giungere ad una conoscenza reciproca, che permetta al paziente di scegliere il professionista che lo accompagnerà nel percorso di crescita personale, ed al professionista di eseguire un’attenta valutazione della sofferenza del paziente. Attraverso la consulenza, il paziente giungerà ad una prima comprensione del suo problema, al chiarimento delle dinamiche personali e relazionali implicate, aumentando la fiducia nelle proprie capacità di fronteggiare efficacemente il problema.

ESPERIENZE LAVORATIVE
-2014/2015: progetti scolastici di prevenzione del disagio psicologico;
-2015/2016: collaborazione con Prophase, multinazionale americana impegnata in progetti di ricerca su varie forme di disagio psichico;
-2016: libera professione come psicologa clinica.

I MIEI ARTICOLI NEL BLOG
Ho pensato di scrivere alcuni articoli di interesse psicologico per  avvicinare i lettori alla  materia, chiarire con semplicità le dinamiche implicate in molte forme di disagio e, soprattutto, abbattere il pregiudizio che ancora accompagna la richiesta di aiuto psicologico. Per maggiori info, clicca sui link seguenti:

https://studiassociati-psicologitoscana.com/2017/12/14/violenza-domestica-imparare-a-riconoscerla-per-difendersene/

https://studiassociati-psicologitoscana.com/2017/03/28/visite-psicologiche-periodiche-per-gli-insegnanti-premio-o-punizione/

https://studiassociati-psicologitoscana.com/2017/01/12/meccanismi-psicologici-alla-base-della-genesi-e-del-mantenimento-degli-attacchi-di-panico-come-intervenire-perdurre-la-sofferenza/

https://studiassociati-psicologitoscana.com/2017/01/10/ladescamento-di-minori-on-line-cose-e-come-proteggere-i-ragazzi-da-questo-insidioso-fenemeno/

https://studiassociati-psicologitoscana.com/2017/01/02/sexting-come-aiutare-gli-adolescenti-a-prevenire-le-conseguenze-di-questo-pericoloso-fenomeno/

 LA PSICOLOGA RISPONDE
Sono a disposizione dei lettori  per rispondere brevemente  a curiosità  suscitate dalla lettura degli articoli, mediante i seguenti canali:

– inviando un messaggio alla pagina facebook     https://www.facebook.com/studiassociatipsicologitoscana/

-mandando una mail a  cataldi.psicologa@libero.it

Dott.ssa Martina Biagiolini Arezzo e Bibbiena

Laureata in Psicologia clinica presso l’Università degli studi di Bologna con votazione 110/110 e lode discutendo la tesi sperimentale “Caratteristiche cliniche del Disturbo dell’Alimentazione non Altrimenti Specificato: uno studio controllato”.

Sono iscritta all’Ordine degli Psicologi della Toscana (n. 7177)

Ho svolto il tirocinio post laurea presso il Ser.T  dell’Azienda USL 8 di Arezzo dove ho acquisito conoscenze in merito alle dipendenze comportamentali, in particolare il  gioco d’azzardo patologico, shopping compulsivo e dipendenza da internet.

In seguito a questa esperienza, nel corso del 2013,  ho collaborato con il Ser.T di Arezzo per la realizzazione di uno studio osservativo con conseguente pubblicazione nell’aprile 2014 dell’articolo  “Gioco D’Azzardo Patologico e Impulsività. Un’indagine tra gli utenti del Sert (Servizio Tossicodipendenze) Zona Aretina Usl8 Arezzo” sulla rivista “Il Cesalpino”, rivista  dell’Ordine Provinciale dei Medici.

Ho svolto un ulteriore esperienza di tirocinio presso l’Istituto Privato di Riabilitazione “Madre Divina Provvidenza”-Servizio per l’età Evolutiva “Futurabile, ad Arezzo dove mi sono avvicinata per la prima volta alla psicologia dell’età evolutiva. Questo tirocinio e quello svolto nel 2014 all’Istituto di riabilitazione “Medaglia Miracolosa” (Civitella Val di Chiana, Arezzo) ,mi hanno permesso di approfondire la conoscenza,  le tecniche di valutazione cognitiva e psicologica, le tecniche di intervento e di riabilitazione per i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, i Disturbi da Deficit di Attenzione e Iperattività  e i Disturbi dello Spettro Autistico.

Tuttora svolgo interventi psicoeducativi e riabilitativi per i bambini con Disturbi dello Spettro Autistico all’interno dell’ambiente scolastico e domestico.

Attualmente sto frequentando l’ultimo anno della scuola di specializzazione quadriennale in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale presso la Scuola Cognitiva di Firenze (SCF).

Sono specializzanda presso la Usl sud est Toscana Arezzo dove svolgo l’attività clinica e di sostegno psicologico rivolto agli adulti. In questo contesto ho svolto anche valutazioni neuropsicologiche per i disturbi cognitivi ed in particolar modo i disturbi della memoria.

Nell’ambito della mia formazione professionale ho frequentato i seguenti corsi:

  • Basic Training in TMI Terapia Metacognitiva Interpersonale per il trattamento dei Disturbi di Personalità
  • Il Disturbo Borderline di Personalità: modelli di comprensione e strategie di trattamento Cognitivo-Comportamentali
  • La dissociazione traumatica
  • DBT per i Disturbi del’Alimentazione
  • il lavoro clinico in età evolutiva e interventi innovativi di sostegno alla genitorialità
  • Deficit di Attenzione Iperattività e Impulsività: quadro teorico e presentazione del test BIA
  • MMPI-2-Minnesota Multiphasic Personality Inventory ®-2”
  • Il lavoro clinico col paziente ansioso: i recenti sviluppi della terapia cognitiva

Per informazioni o appuntamenti:

Emotional eating

Per la rubrica “pillole di psicologia” oggi parliamo brevemente di Emotional eating, o fame emotiva, ovvero quel fenomeno per il quale tendiamo ad assumere una quantità eccessiva di cibo in risposta ad una attivazione emotiva.

Come molti problemi di natura psicologica, anche l’emotional eating è mantenuto da un circolo vizioso: emozioni negative spesso non riconosciute vengono gestite attraverso il cibo. Il potere consolatorio però dura poco, ma al contrario subentra spesso un giudizio negativo su noi stessi  del tipo “non sono in grado di controllarmi” fino a “faccio schifo”, oltre ad emozioni ancora più s

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La seconda idea irrazionale di Ellis

Secondo Albert Ellis, uno dei “padri” della Psicoterapia cognitivista, esistono 11 idee irrazionali che guidano la vita delle persone e che generano e mantengono la sofferenza emotiva.

 

Violenza domestica: imparare a riconoscerla per difendersene

 

dott.ssa Serena Cataldi, Psicologa, 345-2995738

Sebbene la violenza domestica sia una realtà da sempre esistita, la consapevolezza sociale di tale fenomeno  è cresciuta solamente negli ultimi decenni e la recente istituzione di una Giornata nazionale contro la violenza sulle donne (25 Novembre) ne rappresenta una testimonianza importante.

Nonostante l’aumento esponenziale di Centri Antiviolenza sul territorio nazionale e l’entrata in vigore di leggi finalizzate alla tutela delle vittime di violenza di genere, la richiesta d’aiuto da parte delle donne vittimizzate  incontra ancora tempi molto lunghi. Questo avviene, non solo per i vissuti di paura e vergogna che spesso accompagnano la violenza ma, soprattutto, per la scarsa consapevolezza della propria condizione di maltrattamento considerata, il più delle volte, l’unica realtà possibile.

Per tali ragioni, ho deciso di dedicare i prossimi articoli a questa tematica poichè, il primo importante passo  per tutelarsi dalla violenza domestica, è imparare a riconoscerla in tutte le sue manifestazioni. Nell’immaginario collettivo, si associa la violenza sulle donne a situazioni estreme che violino irrimediabilmente la dignità e l’integrità della donna stessa quali, ad esempio, stupri, maltrattamenti fisici molto gravi fino ad arrivare al femminicidio. Vengono, però, ignorati tutta una serie di atti meno “appariscenti” che, pur incidendo negativamente sul benessere psicologico della donna e dei figli, non vengono ricondotti alla sfera della violenza domestica, non conducendo così ad un’adeguata richiesta d’aiuto. Detto ciò, possiamo iniziare col domandarci: cos’è la violenza domestica?

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) definisce la violenza contro le donne NON un problema individuale o di coppia, bensì un problema sociale, culturale e politico (Krug et al., 2002). Continua a leggere

Il pensiero catastrofico nel dolore

Il pensiero catastrofico è un errore di ragionamento, anche detto bias cognitivo, che rappresenta un fattore di mantenimento di numerosi disturbi d’ansia.

Facciamo un passo indietro

Secondo il modello cognitivo non è importante quello che mi succede, ma il modo in cui io interpreto in modo soggettivo quello che mi accade. E’ questo modo di pensare che determinerà una conseguente risposta emotiva che varia da soggetto a soggetto.

Qualche giorno fa, durante un gruppo di psicoeducazione emotiva che conduco, un paziente ha portato un esempio tanto semplice quanto calzante che ha provocato diverse reazioni emotive nei partecipanti:

Siamo in tre persone in sala d’attesa dal dentista e l’orario del nostro appuntamento è già stato superato. Queste tre persone pensano:

  1. Non rispetta mai gli appuntamenti, è sempre in ritardo, è assurdo!
  2. Quando toccherà a me? mi farà male? sentirò dolore?
  3. uff…. ho finito anche di leggere le riviste

Questi tre diverse tipologie di pensiero porteranno, a partire dalla stessa situazione (il ritardo del dentista), a tre diverse emozioni:

  1. Rabbia
  2. Ansia
  3. Noia

E a diverse risposte comportamentali… la rabbia potrebbe portarmi ad esempio a protestare dal dottore o anche a non dire niente, ma rimuginare in modo rabbioso. L’ansia potrebbe portarmi a Continua a leggere

Lombalgia e fattori psicosociali

lower-back-painLe linee guida sul trattamento della lombalgia cronica raccomandano di prendere in considerazione gli aspetti psicosociali oltre a quelli strettamente biomedici.

Nonostante ciò questi aspetti vengono raramente considerati dalle figure professionali che si occupano di dolore. Questo vuol dire che non vengono incluse nelle fasi assessment domande mirate a identificare le variabili psicosociali che, di conseguenza,  vengono tagliate completamente fuori dalle fasi del trattamento. 

Alcuni aspetti psicologici da tenere in considerazione riguardano:
  • Le credenze del paziente sul dolore e sul movimento
  • livelli elevati di ansia associati ai movimenti
  • evitamento del movimento
  • Assenza di supporto
  • Tipo di personalità
  • Strategie di coping disadattive

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