Esercizio fisico: quali effetti sulla salute mentale?

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Per molto tempo, e forse tutt’ora, l’esercizio fisico è stato considerato prevalentemente uno strumento per il controllo del peso: muoversi assumeva una valenza quasi negativa, vista come una punizione da infliggere al proprio corpo per gli sgarri fatti a tavola. L’esercizio fisico però va ben oltre il controllo della bilancia e andrebbe visto in chiave positiva come premio che diamo ai noi stessi, al nostro corpo e alla nostra mente.

L’esercizio fisico, infatti, è in grado di migliorare il nostro benessere psicologico. Anche gli operatori della salute mentale, quindi, dovrebbero conoscere meglio questo prezioso strumento terapeutico ed incorporarlo nella propria attività clinica.

Dopamina (DA), Noradrenalina (NE), e Serotonina (5-HT) sono i tre principali neurotrasmettitori modulati dall’esercizio fisico. Questi stessi neurotrasmettitori hanno un ruolo importante in molte condizioni di sofferenza mentale.

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Visite psicologiche periodiche per gli insegnanti: premio o punizione?

Dott.ssa Serena Cataldi, Psicologa Firenze, 345-2995738

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Qualche tempo fa Antonio Marziale, Garante per l’infanzia e adolescenza della Regione Calabria, ha presentato all’attenzione del Ministo dell’Istruzione Fedeli la proposta di rendere obbligatorie visite psicologiche periodiche  per gli insegnanti di scuola. L’iniziativa è scaturita a seguito di un episodio di cronaca, che ha visto protagoniste due maestre intente ad apostrofare, strattonare e malmenare alcuni  bambini. Episodio gravissimo, senza giustificazioni! Il Garante ha motivato la sua proposta esternando una serie di argomentazioni molto valide. Vista la complessità della questione, però, occorre adottare una prospettiva più ampia, che tenga conto della complessità dei ruoli insegnante- alunno. Diversamente, si rischierebbe di avere una visione parziale di una  problematica, invece,  molto articolata. Marziale sostiene:

I bambini sono il bene più’ prezioso e più’ fragile dell’umanità e chi ha a che fare con loro quotidianamente non può’ permettersi il lusso di scaricare le proprie frustrazioni maltrattandoli. Chi lo fa deve cambiare mestiere, anzi bisogna farglielo cambiare […] I docenti svolgono un ruolo usurante, che mette a dura prova le emozioni… ma ciò’ non giustifica l’accanimento su creature deboli […]Stanare coloro i quali hanno problemi di tenuta emotiva significa prevenire e mettere in sicurezza i bambini […] Ogni genitore ha il diritto di sapere che gli adulti ai quali affida i propri figli siano rispettosi di essi. A nessuno e’ dato di compromettere lo sviluppo emotivo dei piccoli, che negli adulti di riferimento devono trovare guide non aguzzini” (http://www.oggiscuola.com/web/2017/03/08/visite-psicologiche-obbligatorie-docenti-marziale-ok-dalla-fedeli-ora-le-linee-guida/).

Mi trovo pienamente d’accordo nell’affermare, e a gran voce, che i bambini siano il bene più prezioso e fragile dell’umanità, che sia orribile l’accanimento su creature così deboli e che sia diritto di ogni genitore sapere di affidare il proprio figlio ad un adulto che gli farà da guida, in quanto i primi anni di scuola rappresentano un momento di particolare importanza nella formazione della “personalità” del bambino, che trascorre gran parte della sua giornata con adulti che rappresenteranno un modello per la vita.

Se le relazioni precoci con i genitori sono fondamentali per determinare quelli che saranno i MOI-modelli operativi interni (Bowlby, 1969/1988) del bambino, cioè  le aspettative rispetto al comportamento che le altre persone avranno con lui (aspettative di essere amato, stimato e aiutato in caso di difficoltà), è altrettanto vero che l’esperienza scolastica può rappresentare, fortunatamente,  un’esperienza emozionale  fortemente correttiva. Ad esempio, se il bambino è cresciuto in un clima domestico altamente ipercritico e competitivo, caratterizzato da un’eccessiva importanza attribuita alla performance, sviluppando di conseguenza la credenza “sono ambile e degno di stima sono se svolgo un compito alla perfezione”, il rapporto sano con un insegnante che trasmetta al bambino l’idea di essere amato e stimato a prescindere dal voto scolastico, e che sappia decodificare correttamente le esigenze emotive dell’alunno,  rappresenta un’esperienza potentissima in grado di cambiare la traiettoria evolutiva di quel bambino, aiutandolo a sviluppare una maggior stima di sè . Se, fino a qualche tempo fa, si considerava il terzo anno di età il periodo limite per definire la tipologia di attaccamento che il bambino avrebbe sviluppato con le persone di fiducia, generalizzando poi tali aspettative alle successive relazioni adulte,  recenti ricerche [Petrocchi & Lecciso, 2008] hanno dimostrato come la qualità delle relazioni con i pari e con adulti di riferimento diversi dai genitori (quali  ad esempio insegnanti, allenatori sportivi o maestre di danza)  abbia un ruolo altrettanto importante nell’influenzare l’immagine di sè che il bambino svilupperà, la sua autostima, la capacità di gestire adeguatamente le emozioni ed il rapporto col mondo. Alla luce di queste considerazioni, appare evidente l’importanza del  rapporto alunno-insegnante, rapporto che dovrà essere il più possibile sereno e all’insegna della fiducia reciproca.

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Gli effetti dello stress sul cervello

In occasione della settimana mondiale del cervello continuiamo a dedicare uno spazio alla comprensione di questo affascinante organo.

Questo breve video spiega in modo molto semplice quali sono gli effetti dello stress prolungato sul nostro cervello.

Quello che ci accade intorno, e sopratutto il nostro modo soggettivo di reagire a quello che ci accade intorno, è in grado di  modificare il cervello sia dal punto di vista strutturale che funzionale.

Il cervello non è affatto quell’ organo statico e immodificabile che abbiamo in mente! Esso si adatta continuamente all’ambiente a cui lo esponiamo.

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“Conosci lo psicologo: il miglior alleato del benessere del tuo cervello!” SETTIMANA DEL CERVELLO

Anche quest’anno, si celebra  la Settimana Mondiale del Cervello !

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Si tratta di una ricorrenza annuale, coordinata a  livello internazionale da vari enti e finalizzata a  promuovere l’importanza della ricerca sul cervello.

In Italia, l’evento è promosso dalla SIN (Società Italia di Neurologia), che ha deciso di selezionare, per l’edizione 2017, la tematica “CURARE IL CERVELLO PER MIGLIORARE LA VITA”.

La settimana del cervello ha visto l’adesione  di oltre 150 città italiane, nelle quali saranno proposti seminari, workshop e manifestazioni dedicate a quello che, senza dubbio, è il più importante e prezioso organo del nostro corpo!

In particolare, si svolgerenno visite guidate nei laboratori di Neurologia degli ospadali aderenti all’iniziativa, si proietteranno filmati esplicativi nelle scuole per sensibilizzare i ragazzi  al tema della ricerca e si terranno conferenze e dibattiti in varie università italiane.

Le psicologhe di Studi Associati Psicologi Toscana, sempre attente a tematiche quali ricerca, prevenzione del disagio e promozione del benessere psicologico,  hanno deciso di aderire all’iniziativa, mettendo a disposizione uno spazio d’ascolto privilegiato, durante la settimana dal 13 al 20 Marzo 2017, con l’obiettivo di avvicinare gli utenti  ad una figura professionale poco conosciuta e,  talvolta,  temuta.

Durante le consulenze, offerte gratuitamente, sarà possibile fare domande alle psicologhe, chiarire dubbi e curiosità ma, soprattutto, dedicarsi un momento per riflettere su questioni delicate che, spesso, non trovano un contesto d’ascolto adeguato o il giusto interlocutore per essere condivise. Il tutto, avverrà in un clima di ascolto empatico e non giudicante.

Il colloquio, a seconda delle esigenze delle singole persone, potrà vertere su tematiche quali: gestione delle emozioni, crescita personale, gestione efficace della sofferenza psicologica…. Nella conduzione degli incontri, le psicologhe adotteranno un approccio evidence-based (basato sull’evidenza scientifica), così da fornire risposte che tengano conto dei più recenti riscontri provenienti dagli ambiti delle neuroscienze e  della psicologia cognitiva. Proprio questi settori di ricerca, infatti, mostrano come interventi psicologici mirati possano essere efficaci, al punto  da produrre modificazioni strutturali e funzionali di specifiche aree del cervello.

Dopo questo primo colloquio, l’utente sarà libero di decidere se intraprendere o meno un percorso psicologico strutturato, finalizzato al raggiungimento di un obiettivo specifico, all’interno di un progetto condiviso di miglioramento del proprio benessere.

Sarà possibile svolgere un colloquio gratuito presso una delle tre sedi di Studi Associati Psicologi Toscana:

Sono disponibili 10 posti per sedi, è dunque obbligatoria la prenotazione.

Firenze:                            14-copia     345-2995738  cataldi.psicologa@libero.it

Montecatini Terme:      roberta-guerra     331 3376604  roberta.guerra@gmx.com

Bibbiena:                         marty 5      334 7726945 martina.biagiolini@yahoo.it

Per ulteriori info, visita la nostra pagina facebook: facebook.com/studiassociatipsicologitoscana